RI-IMMAGINARE LA “GRAMMATICA” DELLA SCUOLA

di Yong Zhao

5-q

Scrive Yong Zhao :“La pandemia del COVID-19 ha davvero stimolato una grande discussione su come ri-immaginare l’educazione, ma da quello che ho visto e sentito, l’immaginazione non è sfuggita all’incantesimo della “grammatica” della scuola!

La grammatica della scuola, come “pratica organizzativa standardizzata di divisione del tempo e dello spazio, di classificazione degli studenti, della loro distribuzione nelle aule e di suddivisione delle conoscenze in singole discipline“, è così potente che è riuscita a resistere alle molte sfide di coraggiosi, intelligenti e potenti innovatori, ed è resistita persino durante la crisi del Covid-19 quando gli studenti non frequentavano fisicamente la scuola.

Forse la “grammatica” di base della scuola non può essere cambiata proprio come la grammatica di base della lingua inglese.

Allora, invece di cambiare la “grammatica della scuola”, proviamo ad usare un linguaggio diverso. Invece di parlare di scuola, parliamo di educazione. Ciò di cui la società ha bisogno non è la scolarizzazione, è l’educazione. La scuola è l’istituzione che abbiamo costruito in un determinato periodo storico per fornire istruzione. Il progetto era inevitabilmente limitato da ciò che allora si sapeva dell’apprendimento e dello studente, dell’insegnante e dell’insegnamento, nonché del funzionamento delle organizzazioni, delle risorse e della tecnologia disponibili in quel momento.

Ora forse possiamo cambiare, per farlo esaminiamo intanto alcune regole basilari della grammatica della scuola

Calendario/ orari delle lezioni

6-q

La scuola a volte lavora contro l’educazione. Un buon esempio è come la scuola struttura il tempo: un anno è diviso in diversi segmenti, alcuni dei quali (bimestri/trimestri/semestri) sono destinati all’apprendimento, mentre altri (vacanze estive / invernali) non lo sono; i bimestri/trimestri/semestri sono divisi in diversi blocchi contrassegnati da verifiche o esami ; i giorni sono divisi in ore di lezione.

Vi sono ampie prove della “perdita di apprendimento” durante l’estate.
Gli orari, con la loro rigida scansione, costituiscono uno dei problemi di più difficile soluzione quando si tenta di introdurre nuove idee.

Se parlassimo la lingua dell’educazione, non dovremmo essere vincolati dalle regole che attualmente strutturano il tempo scolastico. Quindi è stato un grande errore replicare semplicemente l’orario scolastico nell’istruzione online quando le scuole erano chiuse.

Discipline

7-qUn altro esempio di come la scuola lavora contro l’educazione è la pratica della “suddivisione della conoscenza in discipline“, che va di pari passo con la suddivisione del tempo di apprendimento in ore di lezione. Questa pratica costringe dentro caselle isolate lo sviluppo di competenze essenziali come la creatività, il pensiero imprenditoriale e la competenza globale. Anche il benessere sociale ed emotivo viene insegnato separatamente come se non potesse essere sviluppato entro altre discipline.

Raggruppamento degli studenti per età

8-qRaggruppare gli studenti per età è un’altra caratteristica della “grammatica della scuola” che va contro l’educazione. Sappiamo che le capacità dei bambini variano molto e non sono perfettamente allineate con la loro età cronologica, ma sono spesso bloccate nel livello della classe corrispondente alla loro età.

Vi è stata una crescente richiesta di apprendimento personalizzato. Vi sono ampie prove dei vantaggi del tutoraggio tra pari, dell’apprendimento sociale, dell‘apprendimento collaborativo online e in presenza.

La didattica online doveva e deve permettere di provare diversi modi per creare comunità di apprendimento migliori.

Speriamo che il Covid19 ci abbia dato nuove opportunità!

9-qLa pandemia di Covid-19 ha causato così tanti danni e sconvolgimenti in ogni aspetto della società umana che il suo impatto durerà a lungo nel futuro. Cambierà molte industrie per sempre.

 Il momento attuale può rappresentare una grande opportunità per provare a liberarci della grammatica della scuola e cominciare a provare alcuni metodi innovativi di educazione

In conclusione: Non proviamo a migliorare la scuola, proviamo a ri-immaginare l’educazione!

Leggete l’articolo integrale