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Un nuovo sistema di voti nelle scuole svedesi

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Un nuovo sistema di voti nelle scuole svedesi
Una commissione di esperti ha proposto di passare dagli attuali 4 voti (3 positivi e 1 negativo) a 6 voti (5 positivi,A-B-C-D-E, e 1 negativo F). Secondo il ministro dell’educazione questo consentirà di premiare meglio chi studia. (10 novembre 2008)

Scala di voti A-F
Scala di voti A-F

Il 7/11/2008 il ministro dell’istruzione Jan Björklund ha annunciato che nelle scuole svedesi verrà riformato il sistema di valutazione con l’introduzione di una nuova scala di voti. Il nuovo sistema avrà 6 voti, cinque positivi, A-B-C-D-E (dove A costituisce il voto più alto), e uno negativo F. Inoltre si utilizzerà un “segno meno” (-) per indicare situazioni non classificabili (relative a coloro che per un numero eccessivo di assenze non hanno voti).

Il ministro, dando l’annuncio, ha affermato che l’introduzione di due nuovi voti positivi consentirà una valutazione più premiante, ossia un riconoscimento più visibile dei progressi conseguiti dagli studenti che si impegnano, incentivando la motivazione a studiare.

Nel caso in cui uno studente non sia classificato per non aver preso parte alle lezioni (valutazione indicata con -) la scuola è tenuta a rendere conto di ciò che è stato fatto per aiutarlo.

Punteggi da 10 a 20
Punteggi da 10 a 20

La nuova scala dei voti sarà collegata agli obiettivi (standard) nazionali in via di definizione, saranno inoltre nazionalmente formulati i criteri per le promozioni attribuite con il voto più alto, il voto medio, il voto più basso, vale a dire con A,C,E.
Le ragioni per cui non vengono nazionalmente definiti i criteri per l’attribuzione delle votazioni D e B sono varie: 1) è molto difficile definire criteri sufficientemente chiari per 5 livelli, 2) i due valori intermedi D e B in realtà riflettono uno sviluppo delle conoscenze da E a C e da C a A, sono pertanto valutabili tenendo conto dei criteri stabiliti rispettivamente per la votazione inferiore e per quella superiore. D’altra parte i docenti, in quanto professionisti, dovrebbero essere in grado di definire con ragionevole certezza quali performance corrispondono a D e B disponendo dei criteri per le altre 3 votazioni. Già oggi peraltro, spiega la nota degli esperti, i docenti aggiungono in termini informali dei + o dei – alle votazioni ufficiali.

I valori numerici delle votazioni in lettere

I valori numerici delle votazioni in lettere saranno stabiliti secondo una scala in cui ad E è attribuito valore 10 e ad A valore 20, con una differenza di 2,5 punti fra ciascun livello. La valutazionee di chi non raggiunge la sufficienza, cioè F, avrà un valore numerico corrispondente a 0.

Lo scopo principale dell’attribuzione di un valore numerico alle lettere è dato dall’esigenza di calcolare i crediti per l’ammissione agli studi successivi.

Le valutazioni degli alunni disabili

Agli alunni disabili non si applicherà la votazione insufficiente (F), a loro saranno attribuite solo le 5 votazioni positive.

Come influirà il “Non classificato” (-) sulla media finale?

Nell’attuale sistema, il valore dei crediti nella scuola obbligatoria è calcolato sommando i punti corrispondenti a ciascuna votazione per le 16 discipline migliori. Siccome il “Non Classificato” corrisponde a 0, non aggiungerà nulla agli altri valori numerici delle varie votazioni.

Nella scuola secondaria di 2° grado la votazione media è calcolata sulla base delle votazioni finali. Con la nuova proposta uno studente che abbia uno o più Non Classificato (-) non avrà la votazione finale, vale a dire che non ci sarà nessuna media numerica in presenza di un “Non Classificato”.

Il passaggio dalle votazioni tramite parole alle lettere

Attualmente le votazioni sono indicate con parole, per i valori positivi Sufficiente (G), Distinto (VG), Distinto con Lode (MVG), per i valori negativi Non sufficiente (IG).

D’ora in poi le parole saranno sostituite da lettere. Il motivo indicato dalla Commissione è che le lettere hanno un valore più neutro delle parole e sono utilizzabili anche se varia il sistema di valutazione e i relativi obiettivi.

Sintesi del passaggio dal vecchio al nuovo sistema

Click per ingrandireI tempi di applicazione

Il memorandum presentato al ministro dalla commissione di esperti non propone una data precisa di avvio, ma chiarisce che il nuovo sistema dovrà essere collegato alla definizione degli standard che saranno stabiliti da un lato con la riforma della scuola secondaria di 2° grado e dall’altro con la revisione dei programmi della scuola dell’obbligo.

Sulla base di queste indicazioni il ministro ha fissato il seguente calendario:
1) per l’ istruzione secondaria di 2° grado inizio dell’anno scolastico 2010- 2011 in collegamento con l’avvio della riforma, cominciando dal primo anno;
2) per l’ istruzione obbligatoria inizio dell’anno scolastico 2011-2012 quando entreranno in vigore i nuovi programmi.

La ricerca del consenso con l’opposizione

Nel 2010 ci saranno nuove elezioni in Svezia e l’attuale governo di centro-destra intende assicurarsi che questa riforma non subirà arresti o modificazioni a seguito di un eventuale cambio di maggioranza.

Per questo ha invitato i partiti di opposizione a discutere del nuovo sistema di valutazione con l’intento di trovare un accordo, anche se la commissione ha già sottoposto la proposta ad un ampio ventaglio di pareri.

Un pensiero all’Italia

Quando si analizzano le procedure e i dibattitti che hanno accompagnato la modificazione del sistema di valutazione in Svezia, peraltro ancora da applicare, è inevitabile riandare ai modi con cui è stato affrontato lo stesso argomento in Italia nell’estate scorsa. Nel nostro Paese la modifica del sistema di valutazione del primo ciclo è avvenuta nottetempo a seguito di una folgorazione del ministro Tremonti che, dopo averla esposta sul Corriere della Sera con dovizia di particolari, l’ha imposta all’interno del DL 137 dell’1-09-08 (oggi legge 30.10.2008, n. 169).
Vi ricordate il suo scientifico argomentare sul Corsera?

“Il ’68 ha portato via i voti sostituendoli con i giudizi. I numeri sono una cosa. I giudizi sono una cosa diversa. I numeri sono una cosa precisa, i giudizi sono spesso confusi. Ci sarà del resto una ragione perché tutti i fenomeni significativi sono misurati con i numeri. Un terremoto è misurato con i numeri della scala Mercalli o Richter. Il moto marino è misurato in base alla scala numerica della «forza», la pendenza di una parete di montagna in base ai «gradi», la temperatura del corpo umano ancora in base ai «gradi». La mente umana è semplice e risponde a stimoli semplici. I numeri sono insieme precisi e semplici. Il messaggio che trasmettono è un messaggio diretto (…) Dove non c’è un voto, non viene fornita una reale informazione sul reale andamento scolastico dello studente, né a quest’ultimo né alla sua famiglia (…) La logica del giudizio senza vincoli numerici è troppo spesso una logica dell’irresponsabilità, dell’ambiguità, del detto – non detto, dell’interpretazione casuale”.

Ipse dixit. E la scolaretta Gelmini eseguì. E così, senza discussione, senza definizione di criteri e di standard, si è inaugurato da subito il nuovo sistema di valutazione. O meglio l’antico caro sistema dei voti in decimi che insieme al grembiule e al voto di condotta rappresenta la nuova frontiera del rigore e della serietà nella scuola della XVI legislatura.

Ogni commento è superfluo.