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A SETTEMBRE ASSUNZIONI PER 30.000 INSEGNANTI E 37.000 ATA

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Il 19 luglio 2011 è stato formato all’Aran l’accordo che dà via libera alla immissione in ruolo di 30.000 insegnanti e 37.000 ATA.
La contropartita è stata la soppressione del primo gradone per i nuovi assunti. All’interno tutti i particolari e le considerazioni dell’ADi.

Le condizioni dell’accordo e le considerazioni dell’ADi

Precari 2011Il 13 luglio a Palazzo Chigi nell’incontro fra Organizzazioni sindacali e i ministri Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, è stato  chiarito il piano triennale di assunzioni sulla base dei posti vacanti disponibili in ciascun anno, con la previsione del reclutamento di  30.000 insegnanti  e 37.000 ATA già nell’a.s. 2011-2012.

Il 19 luglio u.s. è stato definitivamente firmato all’ARAN l’accordo sindacale che dà il via al piano assunzioni a partire dal 31 agosto 2011.

Nell’accordo non è scritto il numero di posti messi a ruolo, che saranno indicati nell’atto di indirizzo.

L’accordo stabilisce le modalità per rispettare la clausola dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica.

Si tratta in particolare,  per i nuovi immessi in ruolo, dell’allungamento del 1° gradone a otto anni (0-8), unificando l’attuale prima fascia (0-2) con la seconda (3-8). Viene però mantenuto, al compimento dell’ottavo anno di carriera lo stesso valore economico attualmente previsto, così come è  mantenuta la ricostruzione di carriera.

Le condizioni possono essere così sintetizzate:

  1. pagheranno un prezzo solo i nuovi assunti che, a seguito di ricostruzione di carriera, dopo il superamento del periodo di prova, non avranno raggiunto un’anzianità di almeno otto anni. La perdita è, però, limitata nel tempo (pari agli anni necessari per arrivare al compimento dell’anzianità di otto anni) e il danno economico consiste nel non percepire l’aumento derivante dal primo gradone per tale periodo. Dopo il compimento dell’anzianità di “otto anni” si riprende il percorso di sviluppo per anzianità attualmente vigente, senza  trascinamento di perdita;
  2. coloro che, invece, con la ricostruzione di carriera raggiungono almeno otto anni compiuti non avranno alcuna perdita in quanto si inseriscono subito nelle fasce  attualmente previste;
  3. In questa operazione non sono coinvolti (e l’accordo lo indica esplicitamente) gli immessi in ruolo precedentemente.

Si ritiene che nell’attuale  situazione di pesantissima crisi economica il prezzo da pagare sia responsabilmente accettabile. Al riguardo una sola preoccupazione. l’Italia è uno dei pochissimi Paesi europei che impiega 35 anni per raggiungere lo stipendio massimo. Questo dato insieme alla grande distanza fra gli scatti (nel vecchio schema dopo il primo 0-2, gli altri sono ogni 6 o 7 anni) provoca dopo 15 anni di servizio il forte divario retributivo fra i docenti italiani e quelli della maggioranza dei grandi Paesi della UE. Per tutto questo, da anni ormai, si discute su come abbreviare la carriera e consentire ai giovani (sempre in termini relativi!) di avere uno stipendio decente. Non vorremmo che con questa mossa il problema non solo venga definitivamente accantonato, ma anche in prospettiva peggiorato di molto.

Alcune altre considerazioni.

1) Pare che nessuno mostri stupore o allarme nel verificare il confronto fra i due numeri delle assunzioni 30.000 docenti e 37.000 ATA, tutti si soffermano solo sul dato complessivo di 67.000.Noi non siamo d’accordo, e non lo siamo mai stati, sulla presenza di tanti ATA, in particolare di tanti bidelli (lasciateci usare l’antico termine). A questo proposito rimandiamo alla recente pubblicazione di Rosario Drago sul nostro sito: “I CONTI DELLA SCUOLA” – Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria 15/07/11.

2) Per i prossimi  tre anni si affossa il reclutamento per merito e si procede con le vecchie graduatorie, da un lato quella ad esaurimento, dall’altro la graduatoria del concorso del 1999 che avrebbe dovuto rimanere in vigore solo per tre anni!!!
E i giovani, i bravi giovani, pagano un prezzo ormai inaccettabile per loro stessi e per la scuola.

3) Le graduatorie ad esaurimento appena aggiornate, hanno provocato gravissimi ribaltamenti di posizione per effetto del ripristino, a seguito di vari ricorsi, della possibilità di inserirsi a pettine anche in altre province e non in coda come era stato previsto già da Fioroni. Questo ha provocato sconvolgimenti nelle graduatorie del Nord e del Centro (i nuovi ingressi sono aumentati del 38,51% in Piemonte, del 28,48% in Lombardia, del 10,74% in Friuli, del 28,10% in Liguria, del 33,15% in Emilia Romagna, del 20,11% in Toscana, del 42% nel Lazio). Sul tema “precari e graduatorie” si legga a questo proposito il documentato ed esaustivo intervento di Pier Paolo Pinna su Il Sussidiario del 20-07-11, qui di seguito nel download.

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