ABSTRACTS 1^ SESSIONE

image006L’impegno verso il benessere dei bambini è profondamente radicato nella cultura scolastica danese.

Come è evidenziato dalla recente riforma, al benessere si attribuisce la stessa importanza che all’apprendimento, si tratta di un binomio che non può essere diviso.

Questa impostazione è presente in tutti gli aspetti delle scuole in Danimarca, dal primo giorno di scuola, ai regolari incontri di classe, al rapporto con i genitori durante  tutti gli anni della scolarizzazione

image008Chi osserva dall’esterno noterà una grande enfasi sulla “voce degli studenti”, fatta di fiducia e collaborazione, su una comunità di classe che funziona bene, e sull’importante ruolo giocato dai pedagogisti fino all’adolescenza.

Anche l’architettura scolastica è progettata per aiutare gli studenti non solo ad imparare ma anche a progredire in termini personali e sociali

 

image014La relazione  illustrerà l’attività pionieristica di Margret Rasfeld volta a produrre un cambiamento sistemico nel modo in cui costruiamo e usiamo le infrastrutture delle scuole-

Un cambiamento che si propone di svelare e sviluppare le potenzialità dei singoli studenti dando loro specifiche responsabilità,  sia della loro educazione sia dell’apertura della scuola alla società

image016Un cambiamento che si pone anche l’ambizioso traguardo di raggiungere gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile

Tutta l’impostazione educativa di Margret Rasfeld  è volta non solo a stimolare e rafforzare nei giovani l’autostima e la fiducia in sé per poter affrontare le sfide del 21° secolo, ma anche ad attivare un cambiamento sistemico nelle scuole dimostrando come l’educazione può davvero sostenere le sfide attuali

 

La discussione sulla trasformazione in atto nella scuola si accende ogni volta che qualcuno parla di innovazione. ImmagineStella1Molti assegnano alla scuola un ruolo di difesa e di  conservazione delle radici culturali del nostro Paese. E qualcuno le attribuisce anche il compito di difendere le vecchie consuetudini. Cosi periodicamente si riaccende il dibattito sull’importanza di insegnare il corsivo o sulla scrittura manuale minacciata dall’uso del computer. Oppure si parla dell’importanza di imparare a memoria per esercitare la mente, o ancora si discute del latino e della sua influenza per imparare a parlare bene in italiano.

Ma le scienze cognitive, che idea hanno di questa trasformazione? In questi anni è davvero cambiato il modo di apprendere? E la scuola, ne ha tenuto conto? Che cosa avrebbe da suggerire uno psicologo dell’apprendimento se dovesse essere interpellato per indirizzare il cambiamento nella scuola?

ImmagineStella2Il modo di apprendere è certamente cambiato . La disponibilità delle informazioni sui supporti informatici e sul web ha trasformato il modo di acquisire le conoscenze e anche se queste sono “irrelate”, cioè scollegate fra di loro, sono comunque ormai il nostro modo di apprendere.

Discuteremo di memoria e informatica nei processi di apprendimento e del ruolo dell’esperienza nella scuola di oggi.

 

image024Il corpo e il cervello sono indiscutibilmente collegati, le informazioni scientifiche, che negli ultimi venti anni, ci sono state consegnate dalla psiconeuroimmunoendocrinologia (PNEI) ci invitano a riflettere e sperimentare nuove possibilità che creino un miglior clima all’interno delle nostre classi per favorire la qualità della crescita dei nostri alunni, sia a livello cognitivo che emotivo.

image026Come insegnante e profonda conoscitrice della “risata” in qualità di formatrice e poi di Ambassador di Laughter Yoga, ho iniziato a pormi delle domande, che mi hanno portato alla scoperta di numerosi studi scientifici innovativi che ho fuso con l’esperienza in classe. Da tutto questo è scaturita l’esigenza di formulare al mondo della scuola, del quale con orgoglio faccio parte, una proposta per promuovere nuovi paradigmi per una scuola più felice. Alla proposta ho dato il nome di: Educare alla Felicità.

image028Portare il sorriso nelle aule, praticare la risata per rompere schemi negativi e creare un clima positivo per il nostro corpo e il nostro comportamento è un’eresia nella scuola italiana? Risate e scuola: nemiche o  alleate dell’apprendimento?  “La questione è semplice: quando risate e gioco vengono inibite perché non si adattano all’agenda scolastica, le endorfine smettono di fluire, i bambini (e non solo i bambini aggiungerei io ) non si relazionano e ne soffre anche l’apprendimento”. Sono parole della neuroscienziata statunitense Candace Pert.

Ricerca e azione sono diventati i due strumenti attraverso i quali ho maturato la consapevolezza che a scuola bisogna Educare alla Felicità nel senso di “allenare” i nostri alunni di oggi a giocare la partita più importante di un essere umano: la propria vita! “Un’altra scuola è possibile”. Lo sperimenterete! Anzi: lo sperimentiamo?

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