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Approvato il progetto europeo L.O.V.E per la diffusione di ECVET

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Approvato il progetto europeo KA 1 “Learning Outcomes Validation according to ECVET”, L.O.V.E, nato da una cooperazione fra ADI e l’IIS Aldini Valeriani di Bologna, e di cui ADI curerà la formazione.
Si tratta di un progetto importante che intende approfondire e diffondere la procedura europea ECVET.
All’interno una breve sintesi del progetto.

Conseguimento certificato

Approvato il progetto europeo KA 1 “Learning Outcomes Validation according to ECVET”, L.O.V.E, nato da una cooperazione fra ADI, l’IIS Aldini Valeriani di Bologna e le scuole partners : Istituto Superiore “E.Fermi” (Mantova), Istituto Domenico Romanazzi (Bari), Liceo Statale Cagnazzi (Bari), ITCS Rosa Luxemburg (Bologna), IPSSEOA Pietro Piazza (Palermo), Liceo Ginnasio Statale “Q. Orazio Flacco” (Bari), Georg-von-Langen Berufsbildende Schulen Holzminden (Germania), Kaufmännische Schulen 1 (Germania), Zespol Szkol Administracyjno-Ekonomicznych (Polonia), Liceul Tehnologic “Vasile Sav” (Romania), Berufskolleg am Haspel (Germania), Buca Teknik ve Endüstri Meslek Lisesi (Turchia), di cui ADI curerà la formazione.

Si tratta di un progetto importante che intende approfondire e diffondere la procedura europea ECVET (European Credit System for Vocational Education and Training, Sistema Europeo di Trasferimento di Crediti per l’Istruzione e la Formazione Professionale).

Di seguito una breve sintesi del progetto.

L.O.V.E (LEARNING OUTCOMES VALIDATION according to ECVET)

L.O.V.E.Il progetto intende formare insegnanti esperti nell’utilizzo e progettazione di unità di risultati dell’apprendimento (units of learning outcomes), nonché nello sviluppo di metodi, procedure e strumenti per la valutazione dei risultati d’apprendimento (learning outcomes), secondo i principi ECVET, relativi agli stage che gli studenti effettuano nelle aziende del territorio.

Secondo le raccomandazioni ECVET “un’unità” e’ una delle componenti di una qualifica e consiste di un set coerente di conoscenze, abilità e competenze che possono essere valutate, validate, riconosciute, accumulate e trasferite , così da facilitare la mobilità.

Analisi dei bisogni

AnalisiEcco alcuni dei problemi ai quali il progetto vuole dare risposta.

1) I giovani che seguono percorsi professionali sono spesso demotivati da un’istruzione troppo teorica. Tale demotivazione fa registrare livelli preoccupanti di bocciature e di abbandoni scolastici accrescendo drammaticamente il numero dei NEET. Negli altri paesi europei il problema dell’abbandono viene arginato aumentando l’importanza, anche nelle valutazioni scolastiche, delle esperienze lavorative che i ragazzi effettuano durante il percorso formativo.

2) I professionisti dell’educazione non hanno in genere gli strumenti necessari per sviluppare qualifiche basate su unità di risultati dell’apprendimento secondo i principi ECVET, nonostante questo sia richiesto dal National Qualification Framework di ogni paese.

3) La difficoltà del riconoscimento delle unità dei risultati di apprendimento effettuate all’estero è questione generalizzata nei paesi dell’Unione Europea poiché non esistono regole condivise per la formazione professionale , in Italia tuttavia il problema è accentuato dal fatto che non si ha l’abitudine a costruire o a rapportarsi con le unità dei risultati di apprendimento concepite dal sistema ECVET. Pertanto non vi sono le competenze per il riconoscimento degli apprendimenti che i ragazzi sviluppano durante gli stage o i progetti all’estero

Obiettivi 

  1. ObiettiviIntrodurre l’utilizzo nelle scuole delle unità dei risultati di apprendimento (units of learning outcomes) secondo la metodologia ECVET;
  2. identificare unità dei risultati di apprendimento basate sui processi di lavoro in cooperazione con i “maestri di tirocinio” delle aziende dove i ragazzi effettuano gli stage;
  3. sviluppare procedure di valutazione continua. Un esempio di tale procedura e’ stata sperimenatata nel progetto francese MENECVET (dove MEN sta per Ministère de l’Education Nationale), in cui il formatore dell’azienda, o maestro di tirocinio, valuta i livelli raggiunti dagli stagisti in riferimento a precisi set di learning outcomes. Non viene effettuato un singolo esame finale per valutare l ’unità di risultati di apprendimento, ma, si ha, per l’appunto, un processo di valutazione continuo relativo ai diversi risultati di apprendimento contenuti nell’unità. Si tratta ovviamente di un esempio da cui prendere spunto , perché il progetto qui proposto fa necessariamente riferimento al contesto italiano che è molto diverso;
  4. promuovere l’acquisizione di competenze interprofessionali e l’attuazione di una didattica e di un apprendimento basati sulle competenze enfatizzate dal termine tedesco ” Handlungskompetenz” o dal termine inglese “action competence”.

A chi si rivolge il progetto

ECVETAi docenti degli Istituti scolastici nei quali i ragazzi effettuano periodi di stage in azienda. I partecipanti saranno scelti assieme alle scuole partner e saranno supportati con attività di formazione.

Tale formazione comprenderà attività che servano ad acquisire una profonda conoscenza degli aspetti culturali e sociali dei paesi ospitanti.

Verranno inoltre predisposti corsi di formazione in presenza e supporto a distanza per l’utilizzo degli strumenti contenuti nel toolkit ECVET . I corsi saranno svolti da esperti e formatori ADI.

I risultati attesi

RisultatiI risultati attesi possono essere così sintetizzati:

  1. formare docenti esperti nella costruzione di unità di risultati dell’apprendimento (units of learning outcomes);
  2. diffondere tali strategie e metodi nelle scuole e reti di scuole coinvolte;
  3. incentivare i docenti a familiarizzare con gli strumenti ECVET;
  4. incentivare approcci innovativi capaci di collegare gli apprendimenti formali ed informali;
  5. migliorare le competenze linguistiche dei docenti di tutte le discipline.

Le mobilità avverranno in scuole tecniche e professionali dove la programmazione per unità di risultati dell’apprendimento è già stata testata in modo da sviluppare assieme buone pratiche di lavoro e gettare le basi per future collaborazioni.

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    Silvia Faggioli, ECVET E I PROGETTI EUROPEI, Gennaio 2014

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