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Giorgio Rosario Costa! Hip hip hurrà!

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Il senatore Costa con un Ddl di un solo articolo ha avuto adesioni entusiastiche. Proposta: tutti al mare fino a ottobre. Peccato che tutte le ricerche internazionali evidenzino gli effetti negativi di lunghe vacanze estive.

Un solo articolo,  17 parole, et voilà, ce ne stiamo tutti al mare fino a ottobre.

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Per piacere non attaccate Giorgio Rosario Costa!  Chi mai sarebbe riuscito, con un disegno di legge di un solo articolo di 17 parole, a decidere di  farci stare tutti al mare e ai monti  fino a ottobre?

Giustamente il ministro Gelmini ha detto che tutto questo favorisce il turismo e quindi va attentamente valutato. E meno male che la Mastrocola, che insieme ad Israel rappresenta la punta di diamante dell’innovazione educativa, ha diramato convinti messaggi di approvazione.

Cos’ha da dire l’ADi? Non si è valutato l’impatto sugli apprendimenti? Mancano i dati? E dagli con sta storia dei dati oggettivi. Non se ne può più!

Figurati se l’ADi non tira fuori una ricerca straniera! Ma lasciate a quegli sbiancati degli inglesi la funzione di mettere assieme quattro dati, una tabella e un grafico. Noi siamo un popolo di santi, poeti e navigatori. Volete mettere i creativi con gli scialbi contabili?

E va bene, volete riportare un po’ di ricerche e di dati? Fatelo così siete contenti. Ma non toccateci Costa!

[stextbox id=”info” image=”null”]Una ricerca inglese[/stextbox]

In Inghilterra si invocano vacanze estive più corte

Un Rapporto dell’IPPR (Institute for Public Policy Research) Thursday’s child del 2008 ha affermato che le capacità in lettura e matematica degli alunni diminuiscono a causa delle vacanze estive troppo lunghe.

La relatrice del Rapporto, Sonia Sodha, ha detto:

Se vogliamo seriamente continuare a migliorare gli standard di apprendimento di tutti i bambini dobbiamo fare una riforma che piloti il nostro sistema scolastico in funzione dei bisogni dei bambini e dei ragazzi
E ha aggiunto: “L’attuale calendario scolastico è un cimelio del passato, quando le famiglie dei contadini avevano bisogno di avere i figli a casa d’estate per aiutarli nel raccolto della frutta. Oggi ci sono due forti motivi a sostegno del cambiamento:
1) i bambini che presentano una maggiore regressione negli apprendimenti quando sono via da scuola sono quelli di condizioni socio economiche più svantaggiate.
2) Quelli che d’estate frequentano attività extrascolastiche sono solo quelli che se lo possono permettere. Noi sappiamo anche che episodi antisociali e di teppismo sono più numerosi durante le vacanze estive, specialmente verso la fine”.

Il suggerimento dell’IPPR non è di accorciare la quantità complessiva delle vacanze, ma di distribuirle meglio durante l’anno. In particolare il Rapporto raccomanda di fissare le vacanze estive da metà Luglio a metà Agosto, alle quali dovrebbero seguire due bimestri prima di Natale. Dopo Natale l’anno scolastico dovrebbe essere diviso in tre bimestri, ciascuno separato da due settimane di vacanza.

“Quindi”, ha detto Sonia Sodha, “dovrebbe rimanere invariata la quantità complessiva di vacanze, sarebbero solo meglio distribuite nel corso dell’anno.”

[stextbox id=”info” image=”null”]Due ricerche americane[/stextbox]

Le lunghe vacanze estive hanno effetti negativi sugli alunni con basso reddito

Due ricerche americane del 2007 hanno dimostrato gli effetti negativi delle lunghe vacanze estive soprattutto sugli alunni delle classi sociali svantaggiate.

1) Il ricercatore Karl Alexander e i suoi colleghi dell’Università John Hopkins hanno disegnato la traiettoria che indica i risultati di più di 700 alunni delle scuole di Baltimora che si sono iscritti in prima elementare nel 1982. Lo studio ha dimostrato che il divario negli apprendimenti tra i bambini di famiglie con basso reddito e i loro compagni con reddito medio si amplia nei mesi estivi a causa delle diverse opportunità di apprendimento  (Lasting Consequences of the Summer Learning Gap Karl L. Alexander, Doris R. Entwisle, and Linda Steffel Olson, American Sociological Review April 2007).

2)  Il Rapporto Learning Season, a cura di Beth Miller, redatto per la Nellie Mae Education Foundation nel giugno 2007, rivela che i mesi di vacanze estive provocano una regressione negli apprendimenti, e che tale regressione è molto maggiore nei bambini appartenenti a famiglie a basso reddito.

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Sugli effetti negativi delle vacanze lunghe, tre articoli sul sito di Norberto Bottani: