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Gran Bretagna: il ministro dell’istruzione usa il machete!

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La nuova politica conservatrice ha decretato la chiusura delle 2 agenzie governative QCDA E BECTA, del General Teaching Council, l’organismo professionale dei docenti inglesi, e invita tutte le scuole a trasformarsi in academies (fondazioni).

Dopo la chiusura delle 2 agenzie QCDA E BECTA,
la scure si abbatte sul General Teaching Council

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La furia del ministro dell’istruzione Michael Gove si abbatte senza tregua su tutte le strutture di supporto alle scuole e agli insegnanti costruite dal partito laburista nel suo lungo impegno nel campo dell’istruzione.

In pochissimo tempo è stata decretata la chiusura di due importanti e meritorie agenzie:

  • la QCDA (Qualifications and Curriculum Development Agency),
    l’agenzia che ha rappresentato un’importante novità nel panorama educativo inglese, preposta all’elaborazione dei curricoli nazionali e del loro aggiornamento, in costante rapporto con gli insegnanti.
    Il QCDA ha anche le responsabilità di costruire i test nazionali. Al momento le viene lasciato solo quest’ultimo compito, in attesa della chiusura definitiva;
  • la BECTA (British Educational Communications and Technology Agency),
    l’agenzia governativa che ha guidato il processo di informatizzazione delle scuole e ha assicurato un uso realmente innovativo delle tecnonologie digitali nell’apprendimento. Anche per la BECTA è già stata decretata la chiusura.

Ma non solo è di questi giorni l’annuncio che la stessa sorte toccherà al

  • GTC (General Teaching Council ) , il Consiglio Generale della Docenza, voluto da Tony Blair, funzionante dal 2000 in analogia con quello scozzese creato nel 1966; una sorta di ordine professionale, meno autoreferenziale nella composizone, che ha la finalità di valorizzare la professionalità docente. Ha tra le sue funzioni quella di tenere l’albo professionale, formulare il codice deontologico e prendere provvedimenti disciplinari. Bisogna aggiungere che quest’ultima notizia ha fatto esultare i sindacati! 

E ancora, appare seriamente in pericolo il programma

  • Building Schools for the Future (BSF) , il più grande piano di investimenti in edilizia scolastica mai legiferato, che doveva ricostruire o rinnovare quasi tutti gli edifici delle scuole secondarie inglesi, esattamente 3500 entro il 2020. Il programma cominciò 6 anni fa, con i primi progetti nelle zone più povere. Al momento sono state ultimate più di 400 scuole e altre 1000 sono a vari stadi di realizzazione. L’interruzione paventata del programma sarebbe un gravissimo colpo all’operazione, a lungo coltivata, di valorizzazione dell’istruzione.

Contestualmente tutte le scuole sono state invitate a trasformarsi in academies, una sorta di fondazioni  (v. la breve), che, a differenza di quanto disposto dal governo laburista, non avrebbero più bisogno di nessun avallo da parte dele Autorità scolastiche locali.

Per quel che si può intuire, tutto questo non è dovuto solo a esigenze di risparmio per fronteggiare la crisi, ma sembra piuttosto frutto di una precisa scelta politica orientata a un liberismo spinto (più mercato e meno stato), che l’OCSE aveva fin dal 2003 prefigurato in uno dei sei scenari dell’istruzione del futuro.