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INTESA DEL 24/04/19 FRA GOVERNO E SINDACATI ISTRUZIONE

“Atavismo, ossia l’inesorabile tragedia della perseveranza storica”

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Nessuna innovazione migliorativa, ma riproposizioni di antiche sanatorie e di un modello di istruzione pre-autonomia

Non ci sono altre parole per valutare l’Intesa governo sindacati del Comparto Istruzione e Ricerca siglata il 24 aprile 2019 se non quelle spesso usate da Sabino Cassese per definire l’amministrazione dello stato italiano: “Atavismo, ossia l’inesorabile tragedia della perseveranza storica”.

Ed ecco perché.

SOLUZIONE DEL PRECARIATO? COME PRIMA, PEGGIO DI PRIMA…
Su reclutamento e precariato siamo in presenza, dagli anni Settanta del secolo scorso, di una sorta di coazione a ripetere: l’infinita riproposizione di sanatorie insieme all’invocazione di concorsi regolari. E non si vuole ammettere che alla radice della persistente riproduzione della drammatica piaga del precariato c’è da un lato la centralizzazione del reclutamento e dall’altro ci sono le modalità di costruire organici e classi e l’organizzazione del lavoro degli insegnanti. Questioni intoccabili!
Così anche questa volta, come cento altre, l’Intesa ha definito vari tipi di sanatorie per chi ha 36 mesi di servizio e l’impegno per la “cadenza regolare dell’indizione dei concorsi” (sic!).

DECENTRALIZZAZIONE? NO! UN SISTEMA UNICO DI ISTRUZIONE
Sulla decentralizzazione alle Regioni l’Intesa non entra nel merito di quello che si sta definendo, ma si limita a un inno al centralismo pre-autonomia scolastica.
Se il DPR 275/99, Regolamento dell’autonomia, ci aveva insegnato che ogni istituzione scolastica definisce la propria “identità culturale e progettuale” ed esplicita la propria “progettazione curricolare ed extracurricolare” nel rispetto delle norme nazionali (insomma un sistema fondato sulla “diversità nell’unitarietà”), l’Intesa del 24 aprile ci dice che le caratteristiche del nostro sistema di istruzione sono la “unità” (non “unitarietà”) e l’unicità della “identità culturale”. No comment!.

STATO GIURIDICO? SI MA… “REGOLATO” DAL CONTRATTO
E mentre da anni l’ADi auspica che si chiariscano quali sono gli aspetti della professione definiti dallo stato giuridico (per esempio la differenziazione della carriera docente, la formazione e il reclutamento…) e quelli di competenza del contratto (es. retribuzione, ferie…), l’Intesa scrive che “lo stato giuridico” sarà “REGOLATO” dal contratto, Ci si rende conto di cosa questo significhi? Significa che enti privati quali sono i sindacati esautorano il parlamento, organo deputato a fare le leggi, arrogandosi il diritto di regolare contrattualmente lo stato giuridico, che, come dice la parola stessa, è materia di legge.

DULCIS IN FUNDO… I “TAVOLI TEMATICI”
Sentivamo la mancanza dei “tavoli tematici” alias commissioni in cui si dovrebbero definire le “magnifiche sorti e progressive” degli insegnanti. Scritte in tutti i contratti e in tutte le intese, questi tavoli o commissioni non hanno MAI prodotto nulla, come abbiamo mille volte documentato. L’ultima dichiarazione risale al Contratto dell’8 febbraio 2018 in cui si scriveva:
“Le parti si impegnano a prevedere una fase istruttoria che consenta di acquisire ed elaborare tutti gli elementi utili ad individuare forme e strumenti di valorizzazione nell’ottica dello sviluppo professionale dei docenti.”

Già… lo “sviluppo professionale dei docenti”… se ne parla dagli anni Settanta del secolo scorso, dopo l’abolizione dei così detti “concorsi per merito distinto”…

QUO USQUE TANDEM ABUTERE PATIENTIA NOSTRA?

Download – Testo Intesa Governo Sindacati Istruzione del 24 aprile 2019 (pdf)