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Progettare un ambiente di apprendimento

di

All’interno la traduzione di un articolo dell’architetto Alastair Blyth,che ha lavorato per 5 anni al Centro per efficaci ambienti di apprendimento dell’OCSE.
Il principale interesse di Blyth è rivolto alla costruzione di edifici scolastici che siano capaci di motivare ed ispirare studenti ed insegnanti.
Nell’articolo porta l’esempio di una charter school americana a San Diego, California, gestita da High Tech High.

di Alastair Blyth

(Traduzione dell’articolo Applying Design to Education scritto da Alastair Blyth sul suo blog)

Progettare un ambiente di apprendimentoQuando progettiamo un ambiente di apprendimento dobbiamo immaginare quali sono i modi migliori per starci dentro. La stessa cosa potrebbe essere detta per la stessa educazione
Una volta ho chiesto a una studentessa dell’ High Tech High a San Diego, California, quale consiglio avrebbe dato a chi progetta ambienti di apprendimento. Lei mi ha risposto: “Creare qualcosa di rilassante e luminoso, in modo che si possano aprire le finestre e vedere fuori; un ambiente in cui si abbia davvero voglia di stare per le 7 ore al giorno che trascorriamo a scuola!
Ho poi chiesto a un altro studente. La risposta è stata: “Creare edifici che facciano venir voglia agli studenti di starci, e che non siano solo un contenitore per l’insegnamento
High Tech High ha cominciato la sua attività 14 anni fa con una sola charter school (ora sono tante), le finalità perseguite erano da un lato quella di sfidare i tradizionali modi di fare scuola e creare un migliore sistema di educazione per una popolazione studentesca spesso svantaggiata, e dall’altro quella di soddisfare i bisogni di elevate competenze tecniche richieste dall’economia.
I commenti dei due studenti di cui vi ho riferito vanno al cuore del problema, che riguarda la creazione di scuole belle, che si prendano cura di chi le abita e sappiano motivare e ispirare sia gli studenti sia gli insegnanti.
Nel post del mio blog “Creating Education by Design” ho esposto alcune riflessioni sul design educativo proattivo e su come potevano essere applicati all’educazione i principi del riverito designer industriale Dieter Rams.
Quei principi sono il cuore delle scuole High Tech High. Una progettazione che non è rivolta solo agli edifici ma all’educazione stessa.
High Tech High non è un modello ma piuttosto “un’organizzazione che richiama una serie di principi di design”, e che quindi riconosce le differenze dei singoli contesti.

I principi del design a High Tech High

Il design di High Tech High ha adottato 4 principi:

1) L’Insegnante come Designer: si parte dall’idea che gli insegnanti siano i progettisti del curricolo e del programma
2) Personalizzazione: si assume un approccio centrato sullo studente
3) Comune Missione Intellettuale: tutte le scuole High Tech High seguono la stessa agenda per quanto riguarda la diversità e l’integrazione, la valutazione basata sulla performance, l’apprendimento basato su problemi e progetti, le realizzazioni presentate pubblicamente su pannelli
4) Collegamenti con il mondo degli adulti: si assume che il mondo del lavoro sia strettamente collegato con il mondo dell’apprendimento attraverso, per esempio, periodi di tirocinio o progetti che richiamano il posto di lavoro.

Le idee che sono alla base di High Tech High forse oggi non sono nè uniche nè originali, ma lo erano di sicuro 14 anni fa. Comunque High Tech High esprime ancor oggi un’importante “visione” dell’educazione e dell’architettura educativa, capace di immaginare modi migliori per impegnare i giovani adulti.

Sotto una galleria di immagini tratta da High Tech High, San Diego, California

L’originario High Tech High è ospitato in un ex centro di addestramento navale che è stato riconvertito. Il suo design si fonda sulla trasparenza e il colore, fornisce una varietà di spazi piccoli e grandi per il lavoro in gruppo e individuale, e pone un’enfasi particolare sull’uso delle superfici nell’area pubblica – pareti, pavimenti, soffitti- per mostrare i lavori degli studenti. L’apprendimento è deliberatamente reso pubblico e visibile.

Nella progettazione degli spazi sono stati adottati quattro principi:

Flessibilità – tutte le stanze e gli spazi pubblici devono essere in grado di adempiere a più usi;
Appartenenza – deve esserci la possibilità di personalizzare piccoli cluster di apprendimento;
Trasparenza;
Originalità – si deve rendere la scuola unica attraverso l’ambientazione del suo spazio fisico.

Le immagini che seguono illustrano alcuni di questi principi:

NOTA SULL’AUTORE

Alastair BlythAlastair Blyth è un architetto, il cui principale interesse è rivolto alla costruzione di edifici scolastici, dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore, che siano capaci di motivare ed ispirare studenti ed insegnanti.

Ha lavorato per 5 anni (2007-2012) all’OCSE al Centro per efficaci ambienti di apprendimento (OECD Centre for Effective Learning Environments). Ora lavora come consulente privato.