Radioimmaginaria – Studenti: vivere e studiare ai tempi del Covid-19

Atti del Seminario Internazionale ADi Online – Febbraio 2021

STUDENTI: VIVERE E STUDIARE AI TEMPI DEL COVID-19

Marco e Francesca
studenti e speaker di Radioimmaginaria

.

marco(MARCO) Io sono Marco, è questa è Radioimmaginaria. Siamo un network di adolescenti e abbiamo tutti quanti dagli 11 ai 17 anni e devo dire che oggi mi sento proprio a casa, mi mancava parlare attorno a questo tavolo rosso nella sede nazionale di Radioimmaginaria.  Infatti, noi abbiamo tantissime sedi in tutta Europa e oggi siamo di nuovo qua perché, diciamolo, questo Covid ci ha un po’ impedito di fare puntate tutti assieme e parlare in dieci davanti a un microfono, però non ci ha fermato perché abbiamo continuato a fare puntate anche da casa.  Purtroppo, da quando c’è il covid anche fare radio è un’attività trasformata. Siamo adesso con la mascherina, distanziati, pieni di igienizzanti.

Comunque siamo ospiti oggi di ADi perché già l’anno scorso ADI ci aveva invitato proprio una settimana prima del primo lockdown per parlare di un progetto che abbiamo moltissimo a cuore. Si chiama OltrApe ed è un viaggio che noi abbiamo fatto con un’Ape-car, un Ape Piaggio, non l’insetto, un’ape che si guida tutta restaurata e resa ecologica.

Siamo partiti due estati fa da Castel Guelfo dove ci troviamo adesso, un paesino piccolissimo in provincia di Bologna, fino a Stoccolma in Svezia.  E chi l’avrebbe mai detto: ci siamo arrivati!  Se volete sapere come è andata a finire trovate l’intera avventura nel libro che abbiamo scritto. Il libro si intitola “Noi abbiamo futuro” e questo perché?  Perché ci si è resi conto che nel 2019 gli adolescenti hanno iniziato ad interessarsi della tematica del cambiamento climatico.  Non che prima non lo facessero ma l’anno precedente erano iniziati tutti gli scioperi per il clima, è salita agli onori della cronaca Greta Thunberg, insomma anche noi come radio ci siamo sempre associati agli scioperi globali per il clima e così abbiamo voluto prendere la nostra Ape e andare a vedere in giro per tutta Europa come i ragazzi si stavano approcciando a questo cambiamento climatico, arrivando fino a Stoccolma.

Se siete curiosi di assaggiare il viaggio che abbiamo fatto guardate questo video.

In questo video avete potuto vedere com’era la nostra vita prima del covid, di ciò che facciamo in tutte le redazioni d’Italia e d’Europa. Ora noi ci troviamo a Castel Guelfo che è un piccolo paesino vicino a Bologna la sede nazionale di Radio Immaginaria e stavamo tutti attorno a questi tavoli parlavamo addirittura in due davanti a un microfono, in dieci allo stesso tavolo, altro che assembramenti! Adesso non si potrebbe neanche pensare di fare una radio del genere, per questo ci siamo dovuti un pochino reinventare anche noi e anche adattare a tutto quello che il covid ci proibiva di fare.  Abbiamo iniziato a fare radio online. All’inizio Franci è stata un po’ dura.

franci(FRANCI) Io ero davvero pessima perché abbiamo sperimentato dei nuovi programmi, ma non vedendoci dal vivo non capivamo quando uno era pronto per parlare, per iniziare il suo discorso, e quindi era il discorso era pieno di pause, persone che avevano mille incertezze…

marco(MARCO) Insomma facevamo radio dalle nostre camerette così come il covid ci imponeva di fare e lo stiamo facendo anche adesso ovviamente tutti distanziati e senza mascherina perché eravamo nelle nostre case.  È stato un modo di reinventarsi durante il covid. In realtà Radioimmaginaria non si è mai fermata, abbiamo fatto molti programmi già da marzo alla prima settimana circa quando abbiamo saputo che non saremmo più andati a scuola, che è stata una rivoluzione per noi, mi ricordo ancora i primi giorni!

franci(FRANCI) Io ho iniziato dicendo “siii!”.  Poi però è un anno che siamo a casa. Un mese, due mesi, tre mesi.  Insomma, dopo è stato un po’ difficile. Abbiamo iniziato infatti la scorsa primavera con un programma chiamato “CoroNao Now” cercando di raccontare la vita di un adolescente durante la quarantena, abbiamo continuato anche in estate con “Estate in là” un altro programma in cui raccontavamo l’estate in quarantena.  “E-state in là” nel senso di stare distanziati.  Adesso invece stiamo conducendo in questo periodo tutti i giorni sul nostro sito www.radioimmaginaria.it sul canale YouTube, il programma “AdoleScemi” idee per sopravvivere, in sostanza i metodi che usiamo noi ragazzi per sopravvivere a diversi aspetti della vita di tutti i giorni. Ogni giorno portiamo delle tematiche nuove che speriamo attirino. È un po’ questo alla fine quello di cui si occupa Radioimmaginaria: cercare di indagare la vita degli adolescenti, di capire come stanno – come stiamo – sopravvivendo anche in un periodo così complicato come è quello durante il Covid.

marco(MARCO) E in realtà ci siamo resi conto che ci troviamo sempre ad affrontare un argomento che è come un macigno per noi: la scuola, come sopravvivere alla scuola.  Tu Franci come l’hai vissuta?

franci(FRANCI) io devo dire che quando siamo tornati in classe a settembre per me è stato tipo un Capodanno.  Sapete quando non fate una cosa, come quando state per mangiare il sushi che magari non lo avete assaggiato da un mese e siete lì in fermentazione, non vedendo l’ora?  E poi ti fai una scorpacciata che non lo puoi più vedere per anni! Ero talmente contenta di ritornare a scuola che non vedevo l’ora assieme a tutti i miei compagni di classe!  Però piano piano siamo ritornati nel baratro.  Io spero di uscirne il prima possibile per tornare seriamente sui banchi.  Nel periodo di didattica a distanza, anche quando facevamo tipo il 50% anche il cento per cento, diciamo che ci siamo un po’ tutti quanti reinventati – insegnanti e studenti – per trovare delle nuove modalità di insegnamento e di apprendimento. Anche i professori si sono dovuti adattare e secondo me non dev’essere per nulla facile insegnare in quelle modalità.  Soprattutto non riuscendo ad interagire bene con le persone, cioè parlare a uno schermo, per me è impensabile.

marco(MARCO) Esatto, e una cosa bella secondo me è che proprio noi studenti, che frequentiamo la scuola tutti i giorni perché è il nostro lavoro, come direbbe mia nonna, abbiamo iniziato seriamente a riflettere su che cos’è la scuola, cosa stava diventando. Anche voi che siete professori, dirigenti, e ci lavorate nella scuola, mettetevi un attimo nei nostri panni: ci viene detto da un giorno all’altro che non saremmo più andati a scuola.  I primi tre giorni, la prima settimana, anche due, un po’ di festa c’è stata.  Poi però ti manca seriamente qualcosa, arrivi a un certo punto, quando ti devi connettere all’ennesima video lezione, che avresti proprio voglia di sfondare la porta della camera, di tornare a scuola e rivivere tutte le cose che ti mancano

franci(FRANCI) Per me il momento più brutto è stato il sei o sette giugno quando l’ultimo giorno di scuola ho chiuso l’ultima video lezione… ero lì davanti allo schermo e, non so, non capivo.  Poi con la mente sono rimasta ancora all’anno scorso.  Io non penso di essere a metà della quarta superiore.  Io penso di essere a metà della terza, di nuovo.

marco(MARCO) La cosa bella secondo me, forse sei d’accordo con me, è che si è creato proprio un rapporto diverso tra professori e studenti.

franci(FRANCI) Secondo me sono diventati molto più buoni, si sono accorti che la situazione era difficile.

(MARCO) Beh, questo dipende… ci sono professori che hanno esagerato sono andati giù pesantissimo hanno dato molti più compiti rispetto a un periodo normale perché ” tanto siete a casa”.  Non è che a casa non faccio niente, devo comunque stare cinque ore davanti a un computer. Altri prof invece si sono quasi immedesimati in noi, hanno capito la situazione che stavamo vivendo e si è creato un rapporto tra professori e studenti che non mi era mai capitato di vivere prima in nessuna lezione in presenza.  Quasi come se anche i professori fossero diventati un po’ degli studenti.  Io conosco una mia amica che con i computer ci sa fare. Per la prof d’inglese invece era la prima volta che si trovava ad accendere un computer, poi tablet, telefono, Zoom, Meet, chi più ne ha più ne metta, e lei l’ha aiutata.  Ha imparato delle cose anche la nostra prof.

franci(FRANCI) Infatti, io ho molti prof che non hanno dimestichezza con questi nuovi aggeggi tecnologici, loro li chiamano attrezzi infernali perché non sanno nemmeno da dove iniziare, e ho sentito proprio la loro necessità nell’avere il nostro aiuto, il che è quasi impensabile, no?  L’alunno che insegna al prof.

Però in questi casi davvero vedevi nei loro volti la faccia della disperazione come noi quando guardiamo una versione di latino.

marco(MARCO) Mettendo da parte tutte queste cose, l’estate è iniziata in un modo o nell’altro e noi di Radioimmaginaria questa estate abbiamo fatto un viaggio. Abbiamo fatto un viaggio in cui la scuola c’entra, in realtà, un viaggio chiamato OltrApe in giro per tutta l’Emilia-Romagna per chiedere a tutti gli adolescenti che incontravamo come avevano sperimentato questi mesi di didattica a distanza e cosa pensavano dell’imminente ritorno a scuola a settembre.  Guardate questo video.

marco(MARCO) Questo video è stato realizzato prima di settembre durante quest’estate quindi proprio durante il nostro viaggio OltrApe e dal viaggio, ma in generale anche dalla didattica a distanza, io mi sono reso conto di una cosa e cioè che noi adolescenti, noi studenti, la scuola la viviamo tutti i giorni.  Secondo me sarebbe giusto se chi ci governa, insomma chi decide il futuro della scuola, si affidasse a noi e ci prendesse anche un po’ in considerazione perché abbiamo tantissime cose da dire.  Radio Immaginaria ha come obiettivo anche quello di creare un ponte tra gli adulti e la nostra generazione che è il futuro. Abbiamo davvero tantissime cose da dire, soprattutto sull’argomento scuola che conosciamo perché la viviamo, quindi ringraziamo tantissimo ADI scuola per averci dato questo tempo

franci(FRANCI) Esatto, per averci dato l’opportunità di chiacchierare su queste cose.

marco(MARCO) Anche perché stiamo parlando a insegnanti e dirigenti e voi siete gli adulti, dopo i nostri genitori, che incontriamo più volte durante il corso della giornata.

franci(FRANCI) E devo dire che ultimamente non mi dispiace perché finalmente siamo un po’ in presenza a scuola!

marco(MARCO) Noi ci auguriamo di tornare il prima possibile a vedervi tutti e a fare delle interrogazioni brutte brutte come quelle che facevamo prima del covid

E sappiate che quando si vuole parlare di scuola e di futuro noi adolescenti ci siamo sempre! Ciaoooo!

Precedente Successiva