UNA SCUOLA DI PRIMA CLASSE
UN LIBRO DI A.SCHLEICHER

É finalmente uscito in italiano il prezioso libro di Andreas Schleicher Una scuola di prima classe Come costruire un sistema scolastico per il XXI secolo, edito da il Mulino. Ce ne aveva parlato lo stesso Schleicher in un’avvincente relazione al nostro seminario internazionale del 2019.

E’ un libro indispensabile per i policy makers, per i dirigenti scolastici, ma ancor di più per gli insegnanti, ai quali peraltro il libro è dedicato.
Il testo si sviluppa in 6 Capitoli, suddivisi in numerosi sottotitoli.

1. Una situazione preoccupante ma con possibilità di recupero

Il libro comincia con notizie preoccupanti. Nel 2015 uno studente su due, su un campione di 12 milioni di quindicenni, non era in grado di svolgere compiti elementari in lettura, matematica e scienze. Sono studenti che appartengono a 70 Paesi con redditi alti o medi. Negli ultimi 10 anni non ci sono stati reali miglioramenti, nonostante la spesa per l’istruzione sia complessivamente aumentata del 20%. Nonostante ciò esistono molte situazioni virtuose, da cui si potrebbe trarre ispirazione.

2. Alcuni miti da sfatare

Nel 2° capitolo, uno dei più affascinanti, Schleicher sfata molti miti e lo fa, producendo dati ed esempi. Riportiamo qui i titoli dei “miti da sfatare”:

  • i poveri andranno sempre male a scuola; la deprivazione è un destino;
  • gli immigrati peggiorano i risultati complessivi dei sistemi scolastici;
  • il successo dell’istruzione sta nella maggiore quantità di denaro disponibile;
  • le classi meno numerose garantiscono sempre risultati migliori;
  • più tempo sui banchi produce risultati migliori;
  • il successo scolastico dipende dal talento che si eredita;
  • la migliore istruzione, di cui godono alcuni Paesi, è dovuta alla loro tradizione culturale;
  • solo i migliori laureati dovrebbero diventare insegnanti;
  • selezionare gli studenti in base alle capacità è il modo migliore per innalzare i livelli di apprendimento.

3. Alcune caratteristiche dei sistemi scolastici ad alte prestazioni

Parimenti, nel 3° capitolo, ci indica, sempre con dovizia di particolari, quali siano i fattori che maggiormente influenzano il successo scolastico.

Ecco alcune di queste caratteristiche:

  • assegnano un’importanza prioritaria all’istruzione;
  • esprimono la convinzione che tutti gli studenti possano imparare e raggiungere buoni risultati;
  • si prefiggono aspettative alte;
  • sanno reclutare e mantenere insegnanti di qualità;
  • considerano gli insegnanti professionisti autonomi e responsabili;
  • sanno trarre il massimo dal tempo degli insegnanti;
  • allineano gli incentivi di insegnanti, studenti e genitori;
  • si dotano di leader educativi capaci;
  • adottano un giusto livello di autonomia scolastica;
  • attuano il passaggio dalla responsabilità amministrativa a quella professionale;
  • sanno veicolare messaggi coerenti;
  • sanno allocare razionalmente le risorse.

Questo capitolo fornisce contestualmente le istantanee di 5 sistemi educativi al top delle classifiche: 1) Singapore, 2) Estonia, 3) Canada, 4) Finlandia, 5) Shanghai.

4. Perché l’equità nell’istruzione rimane inafferrabile

Il 4° capitolo si sofferma su una questione dirimente, ma tuttora irrisolta: l’equità nell’istruzione. Scrive Schleicher “ Garantire una maggiore equità nell’istruzione non è soltanto un imperativo di giustizia sociale, ma è anche la strada per usare le risorse in modo più efficiente e per aumentare l’offerta di conoscenze e competenze che alimentino la crescita economica e sostengano la coesione sociale”. Ed indica una serie di esempi e di pratiche attraverso le quali si cerca di affrontare questo problema.

5. Come realizzare una riforma scolastica

Un intero capitolo, il quinto, è dedicato a come realizzare una riforma scolastica, tenuto presente che vi sono tanti modi diversi di avere l’approccio “giusto”.

Di seguito alcuni spunti:

  • darsi una direzione. Una priorità sta nel comunicare in maniera chiara una visione a lungo termine degli obiettivi da realizzare per l’apprendimento scolastico,
  • costruire il consenso;
  • chiedere l’aiuto degli insegnanti nella progettazione delle riforme;
  • introdurre progetti pilota e forme di valutazione permanente;
  • costruire capacità all’interno del sistema;
  • comprendere i tempi delle riforme, dalla loro ideazione alla loro implementazione;
  • rendere i sindacati degli insegnanti parte della soluzione.

6. E ora che cosa bisogna fare?

Nel 6° e ultimo capitolo Schleicher delinea le sfide che ci troviamo ad affrontare in questo specifico periodo storico, l’incertezza del mondo a cui siamo chiamati a preparare i giovani, dominato dalle tecnologie e dalla globalizzazione.

Un mondo in cui il successo in ambito scolastico non ha più a che fare con la capacità di riprodurre i contenuti del sapere, ma con quella di estrapolare da quanto sappiamo per applicare creativamente quel sapere in situazioni inedite.
Un mondo che richiede di ricomporre i segmenti frammentati dell’organizzazione scolastica e delle discipline.
Un mondo in cui è fondamentale essere consumatori critici di informazioni. Un mondo in cui è decisiva la capacità di collaborare.
Un mondo che richiede in modo pressante un’integrazione dei valori  nell’istruzione.

Il libro si conclude invitandoci a “Guardare fuori mentre si va avanti”. Non si tratta di copiare le soluzioni realizzate da altri Paesi; si tratta invece di “guardare spassionatamente e con serietà alle buone pratiche presenti nel proprio Paese e altrove, per venire a conoscenza di ciò che funziona e in quali contesti, per metterlo in pratica in maniera consapevole.”

Un libro che non ci invita a rendere possibile l’impossibile, ma a rendere il possibile realizzabile.