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Schema di Decreto recante linee guida su istruzione tecnica e professionale

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Il 26 settembre lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali hanno raggiunto un’intesa per dare attuazione all’articolo 52 della legge n.35/2012. Continua una farraginosa produzione di norme, mentre è sempre più drammatica la situazione dell’istruzione professionale in Italia a tutti i livelli. Sono solo “Parole, parole, parole….”

Parole, parole, parole …

Parole, parole paroleIl 26 settembre lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali hanno raggiunto un’intesa per dare  attuazione all’articolo 52 della legge n.35/2012, che prevedeva un decreto che:

 1) realizzasse un coordinamento tra i percorsi degli istituti tecnici, degli istituti professionali e di quelli di istruzione e formazione professionale,

 2) favorisse la costituzione dei poli tecnico-professionali di cui alla legge n. 40/2007,

3) promuovesse la realizzazione di percorsi in apprendistato.

E un ulteriore decreto che:

1) realizzasse un’offerta coordinata di  percorsi  degli  istituti tecnici superiori (ITS) con la costituzione di  non piu’  di  un  istituto tecnico superiore in ogni regione per la medesima area tecnologica  e relativi ambiti;

2)   semplificasse   gli   organi   di   indirizzo,   gestione   e partecipazione previsti dagli statuti delle fondazioni ITS;

Sinceramente non ci appassiona più seguire questa pletora di norme, alimentate dai soliti funzionari del MIUR anche se già in pensione. Non si rendono conto, queste brave persone, della situazione disastrosa dell’istruzione professionale in Italia, non si interrogano sulle ragioni del non decollo degli ITS, la cui utenza rimane in numero assolutamente irrisorio tanto da essere ignorata dalle indagini internazionali, del mantenimento di fantasmi come gli IFTS, di poli tecnico-professionali rimasti sulla carta da 5 anni ecc..

O si ha il coraggio di ripensare da capo un reale secondo canale tecnico professionale o nel nostro Paese  continuerà a crescere il drammatico fenomeno dei NEET, si avranno  istituti professionali sempre più ingestibili, con insegnanti sull’orlo di una crisi di nervi ecc…

Abbiamo chiesto a Norberto Bottani un giudizio su questa ultima produzione normativa, dal momento  che da sempre si batte a spada tratta per un vero canale professionalizzante di alta qualità, e che aveva recentemente commentato gli ITS. Si è rifiutato di continuare a commentare  norme  e si è trincerato dietro un lapidario:

“Parole parole, parole … …”

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