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Seminario promosso da Berlinguer: Per un nuovo Liceo scientifico

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Seminario promosso da Berlinguer per un nuovo Liceo scientifico
Il Gruppo per lo sviluppo della cultura scientifica, presieduto da L. Berlinguer, ha promosso, nei giorni 1 e 2 aprile 2009, un seminario sul liceo scientifico: un’ iniziativa lodevole, ma dalle conclusioni deludenti, tutte assorbite dalla questione contingente di salvare il liceo tecnologico.

Iniziativa lodevole, conclusioni deludenti.  Gli interventi di Aprea e Bastico

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Il Gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica, presieduto da Luigi Berlinguer, ha promosso, nei giorni 1 e 2 aprile 2009, un seminario dal titolo Per un nuovo liceo scientifico nel XXI secolo, un’ iniziativa finalizzata a discutere la necessità di rivedere l’impianto culturale e i piani curriculari di un liceo scientifico che sia veramente tale.

Il liceo scientifico ha un ruolo importante, è frequentato dal 25% degli studenti della scuola secondaria di 2° grado, ma soprattutto dovrebbe costituire il volano per un vero rilancio dell’educazione scientifica nel nostro Paese. Ma il nostro liceo scientifico è “poco scientifico”, è un liceo classico senza greco, è stato detto. C’è poca scienza in termini di orario e quella che c’è è insegnata male, con metodo deduttivo più che con una metodologia inquiry- based, fondata sull’indagine sperimentale, come auspicato dalla Commissione Rocard, Educazione scientifica ora: una pedagogia rinnovata per il futuro dell’Europa.

Ottime premesse e lodevole iniziativa non sufficientemente sostenuta né dalla scuola, né dagli intellettuali italiani, né tantomeno dai Sindacati, come sempre schiacciati sui problemi di organico, né dal Ministero che ha già il suo organigramma in cui le materie così dette umanistiche continuano ad essere prevalenti anche nel liceo scientifico.

Così è mancato il colpo d’ala e la conclusione è stata deludente. Il seminario è stato sopraffatto dalla questione contingente del liceo tecnologico, che preoccupa molte scuole che l’hanno istituito in via sperimentale e che lo

Luigi Berlinguer
Luigi Berlinguer

perderanno con il ripristino legislativo degli Istituti tecnici, decretato da Fioroni con la legge 40/2007.
Siamo ai noti gridi di dolore: in Italia si chiede sempre e solo di aggiungere, mai di cambiare davvero.

E così Berlinguer, alla fine, per salvare capra e cavoli, vale a dire da un lato quelli che sono pronti alla morte pur di mantenere il loro liceo scientifico con il latino e quelli che non vogliono rinunciare al loro liceo tecnologico, ha tirato fuori dal cilindro un coniglio a due teste: il liceo scientifico a due indirizzi!

Su questo sono poi intervenute Valentina Aprea e Mariangela Bastico

 

Valentina Aprea

Valentina Aprea ha sollecitato a guardare alla scuola del futuro senza rimanere intrappolati in leggi che diventerebbero ben presto gabbie all’innovazione. Contro la proposta di Berlinguer di definire per legge due indirizzi del liceo scientifico ha sostenuto che già sei licei sono troppi e che non è il caso di aggiungere altro.

E come alternativa si è spinta a proporre un solo liceo con un nucleo di discipline chiave obbligatorie e uguali per tutti, su cui dovrebbero innestarsi “percorsi personalizzati”, realizzabili attraverso una quota autonoma di curricolo del 40% da assegnare alle singole istituzioni scolastiche, e ha citato a questo riguardo l’organizzazione della scuola finlandese. Ha sostenuto che l’istruzione tecnica e professionale ha già ottenuto il 30/35% di autonomia curricolare ed è una battaglia che devono fare anche i licei.

Un discorso forse ispirato anche alle recenti proposte francesi di riforma dei licei, ma che dovrebbe prima di tutto fare i conti con il fatto che finora in Italia le scuole non hanno mai utilizzato nemmeno la quota del 15%, né tantomeno quella del 20%.

 

Mariangela Bastico

Mariangela Bastico ha al contrario affermato che considera convincente la proposta dei due indirizzi del liceo scientifico e che l’assumerà anche a nome del PD, a patto che a questo liceo sia data un’identità chiara.

Si è dichiarata contraria al 40% di flessibilità del curricolo e quanto al nucleo di competenze chiave comuni a tutti ha affermato che queste sono già state definite sotto il ministero Fioroni per tutti gli ordini di scuola secondaria dai 14 ai 16 anni.

Ha quindi sostenuto che 30 ore settimanali di lezione sono poche e che bisognerebbe adeguare l’orario del liceo a quello dei tecnici e professionali, ossia 32/33 ore (qualcuno pare intonasse: “Se 30 ore vi sembran poche, ...”).

Ha infine riproposto l’organico funzionale!

Che dire: GRANDE E’ LA CONFUSIONE SOTTO IL CIELO …