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TRUMP, IL MONDO DELLA SCUOLA E LA PROFEZIA DI M. MOORE

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Le dichiarazioni ufficiali dei sindacati della scuola erano tutte contro Trump e gli studenti manifestano contro la sua elezione. Ma si è avverata la profezia di Moore

I sindacati  degli insegnanti contro Trump

I maggiori sindacati USA degli insegnanti, l’AFT ( American Federation of Teachers) e la NEA  ( National Education Association), si sono decisamente e pubblicamente schierati in tutta la campagna elettorale  contro Trump. Hanno apertamente sostenuto  Hillary Clinton, che ha tenuto con loro rapporti abbastanza stretti.

L’AFT, in particolare, aveva pubblicato sul proprio sito un video in cui denunciava  tutti i pericoli per l’istruzione americana rappresentati dal nuovo Presidente : un presidente che fa sfoggio di sessismo, che sbeffeggia i disabili, che vuole  costruire muri contro gli immigrati, che sostiene che  tutti i musulmani dovrebbero essere uccisi, che afferma impunemente che tutti gli immigrati sono criminali e stupratori. E il video concludeva decidendo che Trump era il più grave pericolo che la nazione potesse correre

Le manifestazioni degli studenti

Gli studenti , dopo l’elezione di Trump hanno dato avvio a una serie di manifestazioni e proteste, che stanno montando e di cui si hanno per ora notizie  a Berkeley , Oakland,  Seattle, Philadelfia, New York, Boston, Chicago, Los Angeles, Portland . Nei loro cartelli  si legge : “Enjoy your rights while you can”,  “Not Supporting Racism, Not My President”,   “Immigrants Make America Great.”

Michael Moore: 5 motivi per cui Trump vincerà

Attraverso i propri documentari e libri, il premio Oscar Michael Moore ha sempre affrontato con spirito critico i problemi e le contraddizioni del sistema politico, economico e sociale degli Stati Uniti. Ebbene molto prima delle elezioni è stato, suo malgrado, ambasciatore di sventura,  preannunciando la vittoria di Trump quando tutti davano per vincente la Clinton. E dimostrò la sua previsione in 5  punti, aggiungendo “In vita non ho mai desiderato tanto di essere smentito”, ma non lo è stato. Ecco le sue argomentazioni:

  • La “matematica” del Midwest. Ovvero, benvenuti nella Brexit della Rust Belt. “ Credo che Trump concentrerà buona parte della sua attenzione sui quattro stati blu della cosiddetta “Rust Belt” a nord dei Grandi Laghi: Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin.” Dopo aver fatto un po’ di contiMoore scrive “ Come può la corsa essere così ravvicinata dopo tutto quello che Trump ha detto e fatto? Be’ forse perché ha detto (correttamente) che il sostegno dei Clinton al NAFTA ha contribuito a distruggere gli stati industriali dell’Upper Midwest. Trump colpirà Clinton su questo punto e sul supporto che Hillary ha accordato  alle politiche commerciali che hanno sontuosamente fottuto gli abitanti di questi 4 stati. Durante le primarie in Michigan Trump, all’ombra di una fabbrica Ford, ha minacciato l’azienda che se, avesse portato avanti il piano di chiudere la fabbrica e trasferirla in Messico, lui avrebbe applicato una tariffa del 35% su ogni vettura fabbricata in Messico e rispedita agli Stati Uniti. È stata musica per le orecchie degli operai del Michigan. Inoltre, quando Trump ha minacciato i vertici della Apple che li avrebbe costretti a fermare la produzione di iPhone in Cina, per trasferirla esclusivamente in America, be’ i cuori sono andati in estasi e Donald ne è uscito trionfante”.  “Questa America, amici miei , è come il centro dell’Inghilterra:  depresso, in difficoltà, le ciminiere che punteggiano la campagna con la carcassa di quella che chiamiamo Middle Class. Lavoratori arrabbiati, amareggiati, ingannati dall’effetto a cascata di Reagan ed abbandonati dai Democratici che ancora cercano di predicare bene ma, in realtà, non vedono l’ora di flirtare con un lobbista della Goldman Sachs che firmerà un gran bell’assegno prima di uscire dalla stanza. Quello che è successo nel Regno Unito con la Brexit succederà anche qui. “
  • L’ultimo baluardo del furioso uomo bianco. “La nostra era patriarcale, durata 240 anni, sta arrivando alla fine. Una donna sta per prendere il sopravvento!”  Così c’è la sensazione nell’uomo bianco che il potere gli sia scivolato dalle mani. Questo mostro, la “Feminazi”, quella che Trump ha definito una “cosa debordante sangue dagli occhi e non solo” l’ha sconfitto. Ed ora dopo aver sopportato per otto anni un uomo nero che gli diceva cosa fare, dovrebbe accogliere i prossimi otto anni con una donna a farla da padrone? Tutto questo deve finire.” Pensa l’uomo bianco
  • Il problema Hillary.Possiamo parlare onestamente, almeno tra noi? Accettiamo la realtà dei fatti: il nostro problema principale non è Trump, è Hillary. È incredibilmente impopolare: quasi il 70% degli elettori pensa che sia disonesta e inaffidabile. Rappresentante della vecchia politica, che non crede a niente se non alle cose utili a farsi eleggere. Tra i suoi principali detrattori ci sono le giovani donne. I ragazzi non la amano, e non passa giorno senza che un millennial non dica che non voterà per lei.”
  • “Il voto depresso” degli elettori di Bernie Sanders. Smettetela di preoccuparvi che i sostenitori di Bernie non voteranno per la Clinton. Voteremo per lei. Non è questo il problema. L’allarme dovrebbe scattare perché quando il sostenitore medio di Bernie si recherà alle urne quel giorno per votare, seppur con riluttanza, per Hillary, esprimerà il cosiddetto “voto depresso”: significa che l’elettore non porta con sé a votare altre 5 persone. E’ un elettore depresso.
  • L’effetto Jesse Ventura. Non bisogna sottovalutare il fatto che milioni di elettori si considerano “ribelli segreti” una volta  rimasti soli nella cabina elettorale. A tantissime persone piacerebbe interpretare il ruolo del burattinaio e “gettarsi nel vuoto” per Trump, solo per vedere cosa potrebbe succedere. Ricordate quando, negli anni ’90, gli abitanti del Minnesota hanno eletto come governatore un lottatore professionista? Non l’hanno fatto perché sono stupidi, né perché pensavano che Jesse Ventura fosse un grande statista o un fine intellettuale politico. Lo hanno fatto solo perché potevano. Il Minnesota è uno degli stati più intelligenti del paese. È anche pieno di persone con un senso dell’umorismo un po’ tetro: votare per Ventura era il loro scherzo ad un sistema politico malato. La stessa cosa succederà con Trump.”

Ma chi ha votato Trump?

Sono state fatte proiezioni  attraverso l’analisi di varie categorie:

  • Genere: uomini 53% Trump, 41% Clinton; donne  42% Trump, 54% Clinton
  • Razza: bianchi 58% Trump, 37% Clinton; neri 8% Trump, 88% Clinton; ispanici  29% Trump, 65% Clinton, asiatici 29% Trump, 65% Clinton;
  • Età: 18/ 29 37% Trump, 55% Clinton; 30/44  42% Trump, 50% Clinton; 45/64  53% Trump, 44% Clinton, 65+  53% Trump, 45% Clinton;
  • Reddito: sotto i $50.000 all’anno 41% Trump, 52% Clinton; più di $50.000 all’anno 49%  Trump, 47%
  • Istruzione: senza diploma  51% Trump, 45% Clinton

In sintesi per Trump avrebbero votato in maggioranza, gli uomini, i bianchi, la popolazione meno istruita