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USA: i danni delle lunghe vacanze e la necessità di attivare programmi estivi

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Si avvicina l’estate e negli Stati Uniti riprendono le discussioni e le ricerche sui danni causati dalle lunghe vacanze estive sugli apprendimenti degli allievi, specialmente di quelli più svantaggiati. E in Italia?

Una ricerca della RAND Education

 

[stextbox id=”warning” image=”null”]La ricerca USA[/stextbox]

Vacanze estiveSi avvicina l’estate e negli Stati Uniti riprendono le discussioni e le ricerche  sui danni causati dalle lunghe vacanze estive sugli apprendimenti degli allievi, specialmente dei più piccoli, dai 6 ai 14 anni, e appartenenti alle classi sociali più svantaggiate.

Il 13 giugno 2011 è uscita sull’argomento una nuova ricerca commissionata da The Wallace Foundation e condotta da RAND Education.  Si tratta dello studio più completo fra quelli finora svolti.

Attraverso l’analisi di tutta la letteratura esistente insieme a ulteriori  ricerche sul campo, lo studio esamina:

1)      le perdite in termini di apprendimenti provocate dai lunghi mesi di interruzione estiva,

2)      quanto  può essere recuperato attraverso efficaci programmi estivi di sostegno,

3)      i costi di tali programmi,

4)      e infine suggerimenti sul come realizzarli.

Si tenga conto che gli Stati Uniti hanno uno dei calendari scolastici  più leggeri a livello internazionale: 180 giorni di scuola e circa 3 mesi di vacanze estive, giugno, luglio e agosto.

“Sta diventando sempre più chiaro che le convenzionali 6 ore giornaliere e i 180 giorni all’anno di scuola sono sempre più insufficienti se si vuole dare ai bambini svantaggiati quello di cui hanno bisogno“, ha detto Nancy Devine, una dei direttori di ricerca alla Wallace Foundation.
E ha continuato:“Questo studio della RAND, Making summer count, conferma il grave impatto che ha l’interruzione estiva sugli studenti delle classi meno abbienti e ci dice che attività estive qualificate, per quanto difficili da realizzare, sono una strada promettente da percorrere”.

In media gli studenti perdono un mese di apprendimenti durante l’estate.

Ciò che è più preoccupante è che gli studenti delle famiglie più svantaggiate sono quelli che ne subiscono le conseguenze in maniera del tutto sproporzionata rispetto agli altri. La perdita di conoscenze e competenze durante l’estate spiega anche l’incolmabile gap che continua ad esistere tra allievi poveri e allievi benestanti, i quali possono frequentare costosi campeggi estivi o continuare a leggere a casa con i genitori.

Infine la cosa che deve più di tutte fare riflettere è il fatto che la perdita estiva delle conoscenze e competenze è cumulativa; con il tempo la differenza tra il tasso di apprendimenti estivi degli allievi svantaggiati e di quelli benestanti contribuisce in maniera determinante a mantenere il gap negli apprendimenti fra gli uni e gli altri.

Di fronte   a questi dati, i politici USA stanno promuovendo in maniera sempre più ampia corsi estivi, come strategia per migliorare gli apprendimenti dei ragazzini che vanno male a scuola.

Nel 2010, il Presidente Obama affermava: Durante i mesi estivi gli studenti perdono troppo di quello che hanno imparato”, e alla fine del 2010 la first lady Michelle Obama ha lanciato il programma “United We Serve: Let’s Read, Let’s Move” che incoraggia gli americani a combattere il gap estivo di lettura, sottolineando il fatto che i giovani che non leggono durante l’estate possono perdere mesi di progressi scolastici (White House 2010)

I ricercatori hanno poi esaminato i programmi estivi esistenti.

Non tutti forniscono uguali benefici agli studenti. E soprattutto molti programmi sono scarsamente frequentati.

I ricercatori hanno anche riscontrato che i programmi che producono maggiori benefici sono quelli che comprendono insegnamenti individualizzati, coinvolgimento dei genitori e gruppi piccoli di apprendimento.

Nonostante ci siano chiari segnali dell’importanza di questi programmi in termini di ricaduta sugli apprendimenti, i distretti mettono in discussione gli alti costi di tali attività e molte sono state interrotte a causa dei tagli di bilancio.

Sebbene un giorno di istruzione estiva costi meno di un giorno di scuola durante l’anno,  i programmi estivi costituiscono pur sempre un costo aggiuntivo. Così i ricercatori hanno riscontrato che i costi sono la principale barriera all’implementazione dei programmi estivi.

La coautrice della ricerca, Catherine Augustine, ha detto :”

“Uno dei modi con i quali i distretti possono rendere più praticabili i programmi estivi di apprendimento è di costituire dei partenariati con organizzazioni del sociale. Le loro attività sono spesso meno costose rispetto a corsi svolti da personale scolastico e offrono opportunità più ricche, spesso simili a quelle di cui usufruiscono i bambini della media borghesia che possono permettersi costosi campi estivi, dove ad esempio si pratica la canoa o il gioco degli scacchi, che incoraggiano la frequenza dei giovani, e che sono entrambi  validi ai fini dell’apprendimento.”

I ricercatori hanno poi fatto una serie di raccomandazioni, tra cui:

  1. investire in personale molto qualificato e fare tempestive programmazioni
  2. applicare le “buone pratiche” ai programmi estivi di apprendimento
  3. esaltare forme di partenariato, che consentono la creazione e la sostenibilità di programmi qualificati realizzati attraverso il volontariato sociale
  4. essere creativi nel ricercare i fondi, ci sono più di 100 fonti di finanziamento che possono sostenere i programmi estivi.

[stextbox id=”warning” image=”null”]E in Italia ?[/stextbox]

Vacanze in ItaliaLa ricerca USA non mette in discussione il calendario scolastico, nonostante a livello internazionale sia fra i Paesi che hanno il maggior numero di settimane di vacanze estive e il minor numero di giorni di scuola.

Diversa è stata l’impostazione del Rapporto inglese dell’IPPR del 2008 che ha indicato l’importanza di una ridistribuzione delle vacanze nel corso dell’anno, nonostante in Inghilterra le vacanze estive siano fra le più corte a livello europeo: solo 6 settimane, con soli 190 giorni di scuola all’anno.

E’ interessante  mettere in relazione la lunghezza delle vacanze estive con il numero dei giorni di scuola, ai fini di un ripensamento dell’organizzazione del calendario scolastico.

Per quanto concerne l’Italia, dobbiamo innanzitutto rilevare che è il Paese che a livello europeo è nella fascia alta come numero di giorni di scuola, ma è contemporaneamente fra quelli che hanno il maggior numero di settimane di vacanze estive.

In  casi come il nostro, prima ancora di pensare a interventi estivi extrascolastici, andrebbe ridefinita la distribuzione delle vacanze nel corso dell’intero anno scolastico.

Poi ben vengano anche le attività estive, ricorrendo principalmente alle organizzazioni del volontariato sociale.

[stextbox id=”grey” image=”null”]Tabella vacanze estive[/stextbox]

[stextbox id=”download” caption=”Download”]

1) Making Summer Count, giugno 2011, Rapporto integrale USA della RAND Foundation sui danni e rimedi relativi alle lunghe vacanze estive ai fini degli apprendimenti. In lingua inglese

2) Making Summer Count- Summary, giugno 2011, Sintesi del rapporto USA della RAND Foundation sui danni e rimedi relativi alle lunghe vacanze estive ai fini degli apprendimenti. In lingua inglese

[/stextbox]

[stextbox id=”info” caption=”Link”]

1) Max Wind Cowie , Libertà e innovazione nell’uso del tempo scuola, 2011,

2) Rosario Drago, Ai limiti dell’impossibile. Tempo di studiare tempo di imparare, 2010

3) In Inghilterra si invocano vacanze estive più corte, 2008

4) USA: il dibattito sul tempo scuola, 2008

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