SPAZI  DI APPRENDIMENTO
E PROGETTAZIONE BIOFILICA 

image005Un’interessantissima pubblicazione sul sito ADi, curata da Mariagrazia Marcarini,  ci conduce a scoprire la progettazione biofilica delle scuole, regalandoci tantissime stupende immagini di edifici scolastici biofilici.

La pubblicazione consta di due parti: 1) l’introduzione di Marcarini sulla progettazione biofilica, 2) l’articolo dell’architetta australiana Sarah Scott, Learning spaces: Biophilic design in schools, pubblicato sulla rivista Teacher, che Marcarini stessa ha tradotto in italiano.

 La biofilia (letteralmente “amore per la vita”) è entrata  con successo nella progettazione degli ambienti scolastici, perchè è dimostrato, afferma Marcarini, che l’ambiente naturale influenza positivamente lo sviluppo cognitivo.

La progettazione biofilica ha un significato complesso,  non si tratta semplicemente di rendere più verdi gli edifici scolastici o aumentare la loro attrattività inserendo  al loro interno alberi, arbusti o vasi di fiori.  Secondo Stephen Kellert, che ha a lungo studiato i componenti  del design biofilico, esso è caratterizzato da 6 elementi, tra cui caratteristiche ambientali ( es.colore, acqua, aria, luce del sole, piante,  ecc.), luce e spazio ( es. luce naturale, luce filtrata, luci e ombre, variabilità spaziale, armonia spaziale ecc.), relazioni correlate al luogo (collegamenti geografici, storici, ecologici, culturali, caratteristiche del paesaggio, spirito del luogo ecc…), ecc..

Grandi contributi alla progettazione biofilica vengono dall’ International Living Future Institute, che ha anche prodotto “Linee guida per la progettazione Biofilica”.

Dopo una parte di illustrazione teorica, Marcarini ci offre vari esempi di scuole realizzate con la progettazione biofilica sia all’estero che in Italia, con un’ampia rassegna di illustrazioni, davvero belle e accattivanti.

L’articolo di Sara Scott

L’architetta australiana Sara Scott chiarisce in premessa che sostenibilità e progettazione biofilica pur essendo tra loro equivalenti e compatibili non sono la stessa cosa. Il design sostenibile riguarda la progettazione che supporta i sistemi naturali e  il bene dell’ambiente, ad esempio  non sprecare energia o risorse. La progettazione biofilica riguarda l’integrazione degli ambienti urbani con la natura per la salute e il benessere psicologico dei propri abitanti.

La progettazione biofilica nelle scuole è ormai una necessità. Un’affermazione che potrebbe sembrare estremistica, continua Scott, ma non lo è, se contestualizzata nella situazione  attuale caratterizzata dalla pandemia da COVID-19 e dalla  crisi del cambiamento climatico.

Nelle strutture della prima infanzia in Australia, l’area di gioco all’aperto, prevista dalla normativa nazionale, è di  7m2 per ogni bambino.  Il design delle scuole primarie e secondarie dovrebbe prendere esempio dai progetti realizzati per le scuole dell’infanzia.

Chiarisce Scott che  la progettazione e realizzazione di uno spazio interno biofilico avviene:

  • massimizzando la luce naturale e la ventilazione;
  • prevedendo nel progetto finestre apribili con vista sul cielo e sugli alberi che permettono anche di ascoltare il “paesaggio sonoro naturale esterno”;
  • utilizzando materiali naturali nell’ambiente interno ed esterno per una maggiore esperienza sensoriale;
  • fornendo l’accesso a contesti paesaggistici, sia come spazi di rifugio personale sia aree comuni, che (per quanto piccole) incorporano un intero ecosistema – tra cui fauna, flora, rocce e acqua al loro interno.
  • Se la scuola si trova in un contesto urbano, questi ambienti naturali e paesaggistici possono essere efficacemente ricreati nello spazio scolastico.

 In tutto il mondo, l’outdoor education sta guadagnando popolarità come un modo per fornire a bambini e adolescenti un maggiore accesso alla natura, ma, aggiunge Scott, questo non basta, l’educazione naturalistica deve essere integrata funzionalmente nei curricoli e nei programmi quotidiani delle scuole per essere veramente efficace. Questa integrazione consente agli studenti di conoscere i sistemi naturali nel tempo, percependo i cambiamenti e le evoluzioni della vita nel microcosmo anche in relazione a se stessi.

E aggiunge: coinvolgere gli studenti nelle osservazioni e nella manutenzione dei giardini, degli ecosistemi e dei sistemi di sostenibilità degli edifici e incorporare queste osservazioni nei loro studi consente un’esperienza immersiva e migliori risultati educativi.

Infine Scott ci fornisce  preziosi e accattivanti esempi di progettazione biofilica.

Qui il link all’intero documento